Con la pasta si fanno capolavori

Il valore educativo dei materiali destrutturati: creatività, processo e perseveranza

Con la pasta si fanno capolavori

Il valore educativo dei materiali destrutturati: creatività, processo e perseveranza

Un foglio bianco.

Pasta colorata.

Colla.

E bambini che lavorano in silenzio, concentrati come non li vedi quasi mai durante una lezione.

Questo è uno dei momenti che conservo con più affetto.
Penne rosse, farfalle blu, rigatoni verdi — che diventano fiori, prati, cieli inventati.

Materiali che in cucina servono per la cena, e che quella mattina erano diventati qualcos’altro. Qualcosa di completamente loro.

Quello che si vede, guardando il risultato, è una cosa carina. Quello che non si vede — ma che era il cuore di tutta l’esperienza — è il processo. La decisione di cosa fare. Le prove. I cambiamenti di idea. I momenti di incertezza. La concentrazione silenziosa. La soddisfazione finale.

Lavorare con materiali semplici, non strutturati, dà ai bambini qualcosa che i materiali preconfezionati non riescono a dare: la libertà di immaginare una cosa e la responsabilità di portarla a termine a modo loro. Non c’è un modello da seguire. Non c’è una risposta giusta. C’è solo la loro idea, e i materiali a disposizione.

Questo allena qualcosa di molto importante: la fiducia in sé stessi.

Ogni volta che un bambino porta a termine qualcosa che ha iniziato lui, costruisce un “so fare” che porta con sé in tutti i contesti della vita. Non perché qualcuno glielo ha detto — perché lo ha sperimentato.

Non è importante il risultato. È importante il percorso.

C’è qualcosa che tuo figlio ha fatto di sua iniziativa — magari con materiali poveri, magari in modo imperfetto — di cui sei andato particolarmente fiero?

Lascia un commento