Ogni famiglia possiede risorse prima ancora di chiedere aiuto

Pedagogia familiare: perché ogni famiglia ha risorse proprie e come il pedagogista impara a vederle prima di intervenire (CLICCA QUI)

Nel mio lavoro ho imparato che il primo errore che si può fare entrando in una famiglia è arrivare con le risposte già pronte.

Per molto tempo anch’io l’ho fatto. Non per presunzione — per formazione. Mi avevano insegnato a riconoscere i problemi, a nominarli, a costruire intorno a loro un percorso. Ed ero capace di farlo. Ma guardando indietro, capisco che stavo vedendo solo una parte.

Vincenza Palmieri, nel suo Manuale di Pedagogia Familiare, lo dice in modo semplice e preciso: le famiglie non arrivano vuote. Arrivano già piene.

Piene di tutto quello che hanno imparato a fare insieme, spesso senza rendersene conto. Il modo in cui si cercano quando uno sta male. La capacità di ripartire dopo un periodo difficile. La tenacia di chi continua a provarci anche quando non sa esattamente come farlo.

Queste sono risorse reali. Non sono piccole cose — sono la base su cui si costruisce qualsiasi cambiamento possibile.

Quello che ho imparato, e che cerco di portare in ogni incontro con una famiglia, è uno sguardo che sa vedere tutto questo prima ancora di vedere le difficoltà. Non perché le difficoltà non esistano. Ma perché nessuna famiglia è solo i suoi problemi.

Ogni famiglia sa fare cose preziose. Spesso non le vede, perché è troppo dentro per guardarsi da fuori. Il compito di chi accompagna — pedagogista, educatore, insegnante — è aiutarla a riconoscerle. A nominarle. A usarle come punto di partenza.

E tu — c’è qualcosa che la tua famiglia sa fare, ogni giorno, che dai per scontato ma che in realtà è qualcosa di importante?

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