Quando un bambino non riesce a stare fermo: proviamo a capire prima di giudicare (CLICCA QUI)
OSSERVO
Era il terzo banco a sinistra.
Si alzava, tamburellava le dita, si voltava. Ho osservato in silenzio per due settimane, senza intervenire.
Il suo picco di agitazione coincideva sempre con le attività prevalentemente verbali — ascoltare senza fare.
Con le attività manipolative era tranquillo.
Concentrato.
ASCOLTO
Ho parlato con sua madre.
Mi ha raccontato che a casa era lo stesso: non riusciva a stare fermo durante i compiti, ma poteva giocare con i Lego per ore.
Ho ascoltato anche lui, in modo indiretto — attraverso quello che sceglieva, quello che evitava, quello che lo illuminava.
Il suo corpo parlava chiaramente: aveva bisogno di movimento per pensare.
PROGETTO
Abbiamo ristrutturato il suo spazio e i suoi tempi.
Attività alternate: 15 minuti di lavoro seduto, poi un compito che richiedeva movimento.
Non lo abbiamo corretto — lo abbiamo ascoltato attraverso il corpo.
Tre mesi dopo era un bambino che chiedeva di restare a scuola anche nell’intervallo.
